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REGOLAMENTAZIONI EUROPEE


FRANCIA

Francia 16/12/1975 la prima sessione della cassazione civile rifiuta la modifica del sesso affermando l’indisponibilità dello stato delle persone con riferimento all’ordine pubblico e all’interesse della società. Non erano da prendere in considerazione le persone che volontariamente si erano sottoposte a interventi medico chirurgici di trasformazione del corpo.

22/04/1982 la Corte di Nancy respinge la richiesta di un transessuale operato che voleva farsi riconoscere come maschio con la motivazione che nonostante il ricorrere all’operazione non era di sesso maschile.

30/11/1983 la Corte di Cassazione  abbandona il principio di indisponibilità, ma persiste nell’orientamento.

3/3/1987 la Corte di Cassazione rifiuta la modifica perché non vi è prova che il cambiamento sia avvenuto per effetto di una causa estranea alla volontà.

31/3/1987 la Corte di Cassazione respinge la richiesta di un soggetto transessuale che voleva essere riconosciuto come femmina perché l’intervento chirurgico era avvenuto per deliberata volontà e non per necessità terapeutiche.

22/10/1987La Corte di Appello di Parigi accogli le richieste dei transessuali con la motivazione che il soggetto ha espresso in modo precoce, costante e irresistibile la convinzione di appartenere al sesso opposto, che il trattamento ormonale e l’intervento chirurgico non derivano da una scelta volontaria, ma sono stati determinati da elementi preesistenti irreversibili, da necessità terapeutiche che i medici specialisti qualificati avevano costatato dopo 5 anni di osservazione. Appare quindi che il suo stato attuale senza turbe psicotiche o nevrotiche è la manifestazione di un cambiamento di sesso per effetto di una causa estranea alla volontà.

Quattro sentenze della Cassazione Civile del 21/05/1990 ribadiscono il principio della prevalenza del sesso cromosomico su quello psicologico e formulano la massima che il transessualismo, anche se riconosciuto dal punto di vista medico, non può configurarsi come cambiamento di sesso, ma come cambiamento dell’apparenza.

Nella difesa dei transessuali si richiama l’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo del 4/11/1950 secondo cui ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata, familiare, del domicilio e della corrispondenza. La Cassazione risponde restando ferma sul proprio orientamento e ribadisce quanto detto con la sentenza del 21/05/1990. In seguito a svariati ricorsi dei transessuali alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, quest’ultima riconosce la violazione dell’articolo 8 della Convenzione e stabilisce che le autorità francesi debbano provvedere. Così si giunge alle due sentenze del 11/12/1992 che stabiliscono: “Quando a seguito di un trattamento medico chirurgico nell’ambito di un trattamento terapeutico una persona presenta la sindrome da transessualismo, non possiede più i caratteri del suo sesso di origine e ha acquisito una apparenza fisica che si avvicina all’altro sesso a cui corrisponde il suo comportamento sociale, il principio del rispetto dovuto alla sua vita privata  giustifica che il suo stato civile indichi il sesso di cui ha l’apparenza.

Si noti che il principio è sancito in virtù del diritto alla vita privata, ma non viene riconosciuto in base alla realtà del cambiamento e alla predominanza del sesso psicologico su quello biologico. Per esserci la modifica a margine dell’atto di nascita occorre che:

  1. Il transessualismo sia riconosciuto dal punto di vista medico mediante accertamento peritale.
  2. La modifica può essere effettuata solo dopo l’operazione di conversione
  3. Il transessuale deve avere l’apparenza fisica che si avvicina al sesso che rivendica.
  4. L’interessato deve avere un comportamento sociale corrispondente al sesso rivendicato.

 

GERMANIA

In Germania la legge prevede due soluzioni: la piccola soluzione che consiste nel cambio del solo nome e la grande soluzione che concerne l’accertamento dell’appartenenza all’altro sesso. Una persona che sente di non appartenere al sesso biologico e che vive da almeno 3 anni in stato di costrizione in un ruolo diverso da quello che sente può presentare istanza per il cambiamento di nome, è necessario aver compiuto i 25 anni di età e presumere che con molta probabilità non si torna indietro sulla decisione. L’organo competente è la pretura, si tratta di un atto di volontaria giurisdizione, le parti sono il ricorrente e il P.M., l’inabilitato può promuovere l’azione, mentre per l’interdetto l’azione è intrapresa dal rappresentante legale. Il giudice deve sentire il ricorrente personalmente, e deve richiedere la consulenza tecnica di 2 esperti sulle tematiche del transessualismo, che lavorano indipendentemente l’uno dall’altro. L’esperto è chiamato a rispondere al quesito  se con elevata probabilità il ricorrente non cambierà, secondo le cognizioni della scienza medica e la sensibilità del ricorrente. Dopo il passato in giudicato del provvedimento che accoglie l’istanza i prenomi precedenti non possono essere resi pubblici senza il consenso del ricorrente. Il provvedimento diviene inefficace se dopo il decorso di 302 giorni nasce un figlio del ricorrente o viene dichiarata giudizialmente la paternità del ricorrente o se il ricorrente contrae matrimonio. Il giudice può di nuovo cambiare i nomi se viene accertato che il figlio non è del ricorrente o se per gravi motivi si deve desumere che egli non si sente più del sesso attribuito alla nascita. La grande soluzione  è l’accertamento del sesso. Se una persona transessuale  non sente di appartenere al sesso di nascita e da almeno 3 anni si trova a vivere in un ruolo diverso da quello che si prefigge si deve procedere all’accertamento di appartenenza all’altro sesso: se ricorrono le condizioni richieste per il cambio dei prenomi, se non è sposata, se ha una impotenza generandi e se si è sottoposta ad un intervento chirurgico per l’adeguamento dei caratteri sessuali esteriori con cui ha raggiunto un avvicinamento significativo all’altro sesso. Nell’istanza si devono indicare i prenomi che si intendono assumere in futuro se non sono stati ancora cambiati. Non si può accogliere l’istanza se il ricorrente non si è sottoposto ad intervento chirurgico, se non ha una impotenza generandi, se è ancora sposato. Dal passaggio in giudicato del provvedimento i diritti e i doveri si indirizzano al nuovo sesso.

  

 

REGNO UNITO

Non esiste una legge sul transessualismo, non è necessaria alcuna autorizzazione, la quale invece sarebbe vissuta come una interferenza nella sfera del privato. I chirurghi si attengono ai criteri della Harry Benjamin International Gender Dysphoria Association, la quale raccomanda la consulenza di due psichiatri. Chiunque può cambiare nome sulla patente e sul passaporto, mentre non è possibile modificare lo stato di nascita, ma oggi diversi movimenti si stanno battendo a favore della modifica per i transessuali.

 

GLI ALTRI PAESI EUROPEI

La Svezia e i Paesi Bassi hanno una legge che consente ai transessuali la modifica del certificato di nascita, nei Paesi Bassi inoltre esiste la possibilità della piccola soluzione adottata in Germania.

In Spagna, Portogallo, Grecia, Belgio, Lussemburgo non esiste una legge sul transessualismo, in Grecia ottengono la modifica solo gli ermafroditi.

In Danimarca non esiste una legge specifica sui transessuali, ma si applica una legge sulla castrazione che risale al 1935, e alle persone autorizzate a sottoporsi all’operazione è consentito modificare lo stato civile.

In Austria dal 1981 è possibile, con una semplice pratica amministrativa, completare il certificato di nascita con la menzione del cambiamento di sesso a condizione che l’intervento chirurgico sia certificato dagli esperti di medicina legale dell’università di Vienna.

 

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